Free songs
  • Altri Pensieri critici

    Al giorno d'oggi, si sente di giovani che parlano dei loro livelli di colesterolo o parlando della loro pressione sanguigna elevata.
    Donne con tumore al seno gia nei loro primi trenta o quarant'anni di vita.
    Uomini sulla quarantina che sono soggetti ad attacchi di cuore, soggetti non fumatori che subiscono
    interventi chirurgici di bypass, o persone con diagnosi di malattia di Alzheimer nei loro 50 o 60 anni.
    Cosa sta succedendo?
    Che cosa è cambiato nella nostra dieta?

  • Come eravamo??

    Il cibo è la medicina.
    Per capire questo, analizziamo semplicemente i cambiamenti dietetici che si sono susseguiti
    nel secolo scorso. La Dieta di oggi è certamente diversa da quella dei nostri nonni.
    I nostri nonni mangiavano cibo molto poco trasformato, e raramente consumavano carboidrati raffinati,
    zucchero, e grassi trasformati, come gli oli vegetali raffinati o la margarina, oggi è di moda l'olio di palma.
    Nel loro tempo, tutto il cibo era organico, il che significa che non veniva modificato geneticamente
    e sopratutto non conteneva pesticidi.
    La loro dieta includeva verdure fresche, frutta, uova di volatili d'allevamento, carni bovine provenienti
    da mucche al pascolo, latte intero crudo consegnato in giornata, grassi naturali sani come il burro e l'olio d'oliva,
    e sopratutto cereali non raffinati ma integrali.
    Purtroppo, oggi la maggior parte del cibo viene elaborato,
    e gran parte del cibo che mangiamo viene chimicamente modificato.

  • Siamo quello che mangiamo

    Nel stilare un piano alimentare è necessario capire quale sia il fenotipo proprio del paziente e quale sia la sua ghiandola predominante.

  • Quale è il miglior tempo per una ripetizione per stimolare la crescita musclare?

    Quale è il miglior tempo per una ripetizione per stimolare la crescita musclare?
    Il TUT "Time under tension" cioè il tempo in cui le fibre muscolari sono sotto tensione è
    uno dei fattori più importanti che riguardano Ipertrofia muscolare.
    La Tensione promuove il trasporto degli aminoacidi nel muscoli, attiva
    il percorso mTOR della sintesi proteica, e innesca le piccole lesioni nella struttura
    delle cellule muscolari che porta alla riparazione e quindi alla ulteriore crescita.
    Brad Schoenfeld del Lehman College di New York, in una meta-analisi
    ha trovato che la durata di ripetizione ottimale varia da 0,5 a
    otto secondi. In allenamenti con lenta ripetizione a velocità superiore ai 10 secondi
    tuttavia non si produce ipertrofia allo stesso tasso ottenuto con sollevamenti più veloci.
    I ricercatori hanno concluso che ulteriori ricerche sono necessarie prima di poter indicare
    la durata di ripetizione ideale.

  • L'importanza della tecnica per non farsi male

    Proteggete la schiena quando vi allenate!
    I dischi intervertebrali, i muscoli e i nervi sono estremamente fragili e sono soggetti a lesioni
    durante l'esecuzione di esercizi impegnativi eseguiti non correttamente o quando si presenta una non idoneità fisica.
    Randy Wheeler Coach della Fishers High School di Indiana esprime alcuni consigli affinche si preservino tali strutture corporee, vediamone qualcuna;
    Fare esercizi che stabilizzano il nucleo (i muscoli che sostengono la colonna vertebrale), al fine di migliorare la forma
    fisica e prevenire gli infortuni. Focus sulla tecnica adeguata quando facendo esercizi di prevenzione, come
    squat, stacchi, cleans e snatches. La regola numero uno è quella di non fare danni. Esercizi di prevenzione
    dovrebbero iniziare utilizzando il solo peso corporeo come resistenza, e progredire solo quando non sentite dolore
    e avete acquisito una buona tecnica. La maggior parte delle persone hanno scarsa tecnica quando eseguono esercizi come lo squat come squat.
    Imparare a fare questi esercizi correttamente in modo da non farti male è fondamentale.

  • Consumare Pesce ma con attenzione

    IL parere degli esperti sul consumo di pesce nella dieta è estremamente confuso.
    L'American Heart Association ha esortato gli americani a mangiare più pesce perché contiene gli acidi grassi essenziali omega-3 salubri per il cuore.
    Al contrario, la United States Environmental Protection Agency (EPA) ha avvertito gli americani che pesci di grandi dimensioni
    come il tonno e il pesce spada sono ad alto contenuto di mercurio, mentre il salmone contiene PCB velenoso.

    Ricordate che il consumo di due porzioni di pesce a settimana riduce il rischio di morte per infarto
    del 36 per cento, e il rischio di mortalità generale del 17 per cento. Consumare 250
    milligrammi al giorno di (omega-3 acidi grassi EPA e DHA) fornisce gli stessi benefici alla salute evitando la contaminazione di metalli pesanti.
    Nelle donne in gravidanza, mangiare pesce migliora la vista e
    lo sviluppo del cervello nel feto in via di sviluppo.
    I benefici per la salute nel mangiare pesce superano il rischio di mercurio, diossina
    e di contaminazione da PCB, quindi consumare Pesce ma se possibile ridurre al minimo le quantità di pesci di grossa taglia e
    dare preferenza al pesce azzurro, oppure bilanciate consumando Avocado, semi di lino, noci e altra frutta a guscio.

  • Grasso bruno per dimagrire

    Oggi voglio parlarvi del grasso, ma non del grasso che tutti conoscono, cioè
    quello bianco, quello che porta all'aumento di peso e a stati infiammatori di vario tipo.

    Negli ultimi anni è emersa un'immagine di un diverso tipo di grasso quella che,
    paradossalmente, potrebbe aiutarci a perdere peso.
    Questo è il grasso bruno che al contrario di quello bianco
    brucia le calorie, piuttosto che memorizzarle.
    E 'stato solo sei anni fa che è stata scoperta la sua esistenza attiva negli adulti.
    Da allora, è diventato il centro di attenzione
    come un potenziale strumento per contribuire a combattere
    l'obesità e le sue malattie correlate.
    L'idea che ci potrebbe essere un modo per bruciare
    calorie senza la necessità di svolgere attività fisica è un
    allettante prospettiva per molti di noi.

  • Nutrizionessenziale partecipa al progetto Biologo nelle scuole

    Biologi nelle scuole;progetto voluto dal MIUR in collaborazione con Enpab, vista la dilagante epidemica realtà di obesità che si sta realizzando fra i piu giovani in Italia, i fue enti cercano di sensibilizzare alunni e genitori, insegnanti ed esperti del settore nella realizzazione di un programma di educazione alimentare e responsabilità nella prevenzione della sindrome metabolica.

  • Nutrizionessenziale parteciperà all'evento ObesityWeek

    Nutrizionessenziale parteciperà all'evento ObesityWeek che si terrà a Parma dal 06 al 18 Ottobre;
    http://obesityweek.info/

  • Pensieri critici

    La generazione di oggi è afflitta da malattie.
    Mai nella storia c'è stato un tale aumento del numero di persone con tante malattie gravi.
    Perché una tale situazione si è sviluppata nonostante i progressi della medicina siano enormi?
    La medicina convenzionale può offrire poco aiuto per invertire l'insorgenza di queste malattie
    sottovalutando le proprie strategie alimentari.
    Chiediamoci come sia stato possibile !
    Diete Fat-free, LowCarb, Iperproteica....
    L'equilibrio è tutto!

Parliamo di antiossidanti..è davvero sempre un bene assumerli?

6b021d580a91d52e7fadbe7852e2d4b4

Un notevole interesse è cresciuto nell’idea che lo stress ossidativo nitrosativo è coinvolto nell’eziologia di numerose malattie umane.Lo stress ossidativo nitrosativo è il risultato di uno squilibrio fra elementi ossidanti e antiossidanti caratterizzato dal continuo aumento delle cosidette specie di ossigeno reattive(ROS) e dalla produzione di specie di azoto reattive (RNS).
Un recente studio ha avuto lo scopo di sottolineare con le informazioni correnti l’importanza degli antiossidanti che svolgono un ruolo fondamentale nella risposta intracellulare contro lo stress ossidativo nitrosativo. Prodotti di perossidazione lipidica sono stati utilizzati come biomarcatori dello stress ossidativo nitrosativo. Questi prodotti possono essere misurati nel plasma e nelle urine come un indice indiretto dello sforzo ossidativo nitrosativo.

Gli antiossidanti sono molecole esogena o endogene che mitigano qualsiasi forma di stress ossidativo, essi possono agire da scavenging direttamente dei radicali liberi per aumentare le difese antiossidanti. Carenze di antiossidanti possono sviluppare a seguito di una loro non sufficiente assunzione, la sintesi di enzimi endogeni. Una supplementazione di antiossidanti è diventata una pratica sempre più popolare per mantenere la funzione ottimale del corpo. Tuttavia, gli antiossidanti possono presentare anche un’attività pro-ossidante a seconda delle condizioni, in particolare il dosaggio la durata e l’equilibrio redox nella cellula.
Quindi è conveniente un uso spropositato e non giustificato di supplementi con potere antiossidante a scopo preventivo?

stress

Nonostante l’ipotesi che gli antiossidanti siano in grado di esercitare effetti benefici contro lo stress ossidativo e nitrosativo, molti studi clinici controllati randomizzati hanno dato risultati inconsistenti e deludenti sulla prevenzione delle malattie croniche. Alcuni di questi studi affermano che non ci sono prove per sostenere l’uso di integratori antiossidanti non discriminatori per la prevenzione delle malattie, ma che l’uso di questi integratori deve essere oculato e specifico.

Dati recenti mostrano infatti, che gli antiossidanti possono essere efficaci nella prevenzione e / o il trattamento di malattie in cui il giusto antiossidante viene dato al soggetto giusto al momento giusto per una giusta durata.

Quindi chi deve assumere antiossidanti attraverso una supplementazione?
Sicuramente soggetti che dopo attenta analisi ed adeguati test hanno dimostrato di trovarsi in uno stato di “Stress ossidativo” tale da essere esposti ad eventuali patologie croniche.

I ROS che gli RNS sono importanti molecole di segnale mediante le quali le cellule comunicano fra di loro,ed una loro eccessiva eliminazione potrebbe portare ad una mancata risposta fisiologica da parte delle cellule.
Prodotti a bassi o moderati livelli, quindi le specie reattive agiscono come segnali molecolari che regolano una serie di processi fisiologici, come la difesa contro gli agenti infettivi, il mantenimento del tono vascolare, il controllo della produzione di ventilazione e dell’eritropoietina, e la trasduzione del segnale dai recettori di membrana in vari processi fisiologici.

Molte delle risposte mediate dai ROS/RNS servono a proteggere le cellule e mantenere la “redox omeostasi”. Il problema deve essere affrontato quando questo equilibrio viene a mancare e la produzione di queste molecole supera un livello fisiologico.
Ma anche in questo caso è giustificata una diretta ed immediata supplementazione di antiossidanti?

Una sostanza antiossidante è presente nella cellula a basse concentrazioni e significativamente riduce o impedisce l’ossidazione del substrato ossidabile. Gli esseri umani hanno sviluppato sistemi antiossidanti altamente complessi (enzimatici e non enzimatici), che lavorano in sinergia, per proteggere le cellule e i sistemi di organi del corpo contro i danni dei radicali liberi.
Gli antiossidanti possono essere di natura endogena o esogena cioè ottenuti come parte di una dieta o come integratori alimentari. Alcuni composti alimentari vengono classificati come antiossidanti anche se non neutralizzano direttamente i radicali liberi, ma aumentano l’attività dei sistemi antiossidanti endogeni.
Un antiossidante ideale dovrebbe essere facilmente assorbito ed eliminare i radicali liberi, mantenendo questi a livelli fisiologicamente adeguati.

Gli ultimi 60 anni sono stati caratterizzati dalla comprensione dell’impatto della nutrizione e delle abitudini alimentari sulla salute.
Una parte importante della popolazione è esposta al rischio da oligoelementi e da carenza di vitamine per molteplici ragioni (ad esempio, i cambiamenti nelle abitudini alimentari in molti paesi, la concentrazione più bassa di micronutrienti a causa di tecniche di agricoltura intensiva).

Gli antiossidanti bilanciano gli effetti dannosi sulle cellule dei radicali liberi.
Inoltre, le persone mangiano frutta e verdura, rappresentando buone fonti di antiossidanti, abbassando il rischio per varie malattie.

Anche se le cellule sono dotate di un repertorio efficace di enzimi antiossidanti e piccole molecole antiossidanti, queste sostanze non possono essere sufficienti a normalizzare lo stato redox durante uno stress ossidativo. In tali condizioni la supplementazione con antiossidanti esogeni è tenuto a fornire l’omeostasi redox nelle cellule.
Molto dibattito è sorto sul fatto che la supplementazione di antiossidanti altera l’efficacia della chemioterapia. Alcuni hanno sostenuto che il potere di scavenging degli antiossidanti riducono l’efficacia del trattamento chemioterapico di quei farmaci la cui arma contro le cellule tomorali è proprio quello di aumentare la produzione di radicali liberi. Altri suggeriscono invece che gli antiossidanti possono ridurre la tossicità e quindi consentire schemi di trattamento senza interruzioni e una ridotta necessità di ridurre le dosi di chemioterapia.

Il successo nello sviluppo di terapie antiossidanti efficaci rimane un obiettivo chiave, il cui raggiungimento è necessario per chiarire il ruolo svolto da accumulo di (tossiche) molecole ossidate nel quadro clinico di malattie associate a stress ossidativo e nitrosativo.

Tuttavia, per quanto riguarda questa materia, dobbiamo evidenziare l’evidenza clinica deludente che mostra il fallimento della terapia antiossidante per patologie associate a stress ossidativo e nitrosativo come le malattie cardiovascolari, malattia coronarica, e le malattie neurodegenerative.

La preoccupazione principale per quanto riguarda l’integrazione con antiossidanti è il loro effetto potenzialmente deleterio sulla produzione di ROS/RNS soprattutto quando è necessaria una precisa modulazione dei livelli di ROS/RNS per consentire la funzione delle cellule normali.
La rimozione di un numero eccessivo di ROS/RNS e dei loro prodotti derivati ​​dalla supplementazione di antiossidanti può alterare le vie di segnalazione cellulare e di fatto aumentare il rischio di malattie croniche.
Ad esempio, l’acido ascorbico ha effetti antiossidanti ma anche pro-ossidanti, a seconda della dose.
L’acido ascorbico è stato dimostrato agire come un inibitore del citocromo CYP. Un’attività simile è stata osservata anche per altri antiossidanti, come la quercetina e il chitosano, questi possono agire come potenziali inibitori del CYP.
Inoltre, l’acido α-lipoico esercita un effetto protettivo sul rene di ratti diabetici ma presenta un effetto proossidante negli animali non diabetici.

A seconda del tipo e del livello di ROS e RNS, durata dell’esposizione, stato antiossidante dei tessuti, l’esposizione ai radicali liberi e ai loro metaboliti porta a differenti risposte che possono essere un aumento della proliferazione, o l’interruzione del ciclo cellulare fino a raggiiungere apoptosi o necrosi.
Quindi antiossidanti si ma da utilizzare con cautela e con sotto il supporto di uno specializza che possa evidenziare un effettivo stato di stress ossidativo da contrastare con un adeguato antiossidante.
Tuttavia proviamo a fare un panorama di quelle che sono le molecole antiossidanti più conosciute:

Gli antiossidanti enzimatici più efficienti contengono glutatione perossidasi, catalasi e superossido dismutasi. Antiossidanti non enzimatici includono la vitamina E e C, antiossidanti tiolici(glutatione, tioredossina e acido lipoico), la melatonina, carotenoidi, flavonoidi naturali, e altri composti. Alcuni antiossidanti possono interagire con altri antiossidanti rigeneranti le loro proprietà originali; questo meccanismo viene solitamente indicato come “rete antiossidante”.

Vitamina C
Questo è un importante antiossidante e lavora in ambienti acquosi del corpo. Inoltre, l’acido ascorbico può essere ossidato nell’ambiente extracellulare in presenza di ioni metallici in acido deidroascorbico, che viene trasportato nella cellula attraverso il trasportatore di glucosio.
I suoi partner antiossidanti primari sono la vitamina E e i carotenoidi con i quali partecipa alla rigenerazione dell’α-tocoferolo ed aumenta i livelli di glutatione nella cellula.

Glutatione

L’antiossidante tiolico endogeno più importante è il tripeptide glutatione (GSH), che è un antiossidante intracellulare multifunzionale.
È abbondante nel citosol, nuclei, mitocondri e, ed è il principale antiossidante solubile in questi compartimenti cellulari. Inoltre, si ritiene di giocare un ruolo nella senescenza cellulare poiché gli studi che coinvolgono fibroblasti umani hanno dimostrato che il livello di glutatione intracellulare ha un’influenza importante nell’invecchiamento cellulare della pelle umana. Il Glutatione ossidato (GSSG) è accumulato all’interno delle cellule e il rapporto GSH / GSSG è una buona misura dello stress ossidativo di un organismo.
E ‘stato anche dimostrato che una diminuzione della concentrazione di GSH può essere associato con l’invecchiamento e la patogenesi di molte malattie, tra cui l’artrite reumatoide, l’AIDS, malattia epatica alcolica, cataratta, sindrome da distress respiratorio, malattie cardiovascolari e la sindrome di Werner. Inoltre, vi è un impoverimento drastico delle concentrazioni citoplasmatiche del GSH all’interno della substantia nigra dei pazienti con Parkinson. Una diminuzione delle concentrazioni di GSH sono costantemente osservati in entrambi i tipi di diabete mellito.

Acido Alfa Lipoico

Un altro prezioso antiossidante tiolico è l’acido α-lipoico (ALA), che è un antiossidante contenente zolfo con funzionalità metallo-chelanti e antiglicazione. A differenza di molti antiossidanti, che sono attivi solo in ambienti lipidici o in fase acquosa, l’acido lipoico è attivo in entrambi gli ambienti. L’acido lipoico (LA) è facilmente digerito, assorbito e viene rapidamente convertito in acido diidrolipoico (DHLA). Ricerche hanno dimostrato attività antiossidante superiore del DHLA persino del Glutatione che rappresenta il principale antiossidante endogeno.
Il DHLA neutralizza i radicali liberi ed è noto per rigenerare la vitamina C.

NAC (N-acetilcisteina)
N-acetil-L-cisteina (NAC) è un antiossidante tiolico che è stato usato per abbassare le condizioni di stress ossidativo&nitrosativo. Riduce i danni al fegato causati da sovradosaggio da paracetamolo nell’uomo, e attenua i danni al fegato prevenendo in quest’organo e nel plasma l’esaurimento del glutatione.
La sua azione antiossidante deriva dalla sua capacità a stimolare la sintesi di GSH, mantenendo così i livelli intracellulari di GSH e scavenging ROS / RNS.
L’NAC, è rapidamente deacetilata a cisteina e quindi può aumentare i livelli di GSH, fornendo il substrato per il fattore limitante la sintesi di GSH.
L’NAC è nota per avere proprietà metallo-chelanti ed è stata usata in diverse condizioni cliniche, così, l’NAC ha una potente capacità di rinnovare l’equilibrio antiossidante alterato in seguito ad avvelenamento da metalli.

Melatonina

La melatonina (N-acetil-5-methoxytryptamine) è un prodotto di secrezione della ghiandola pineale nel cervello la quale è ben nota per la sua versatilità funzionale. In centinaia di indagini, sulla melatonina è stata documentata la funzione diretta di scavenger dei radicali liberi e una funzione indiretta di antiossidante, così come un importante agente immunomodulatore.
Inoltre, la melatonina stimola una serie di enzimi antiossidanti, tra cui la superossido dismutasi, la glutatione perossidasi, la glutatione reduttasi, e la catalasi.
La melatonina inibisce anche gli enzimi pro-ossidanti come l’ossido nitrico sintasi, la xantina ossidasi e la lipossigenasi. Infine, ci sono prove che dimostrano un ruolo della melatonina nei processi di stabilizzazione delle membrane cellulari,aiutandoli a resistere al danno ossidativo. Più recentemente, la melatonina ha dimostrato di aumentare l’efficienza della catena di trasporto degli elettroni e, di conseguenza, nel ridurre la perdita di elettroni e la generazione di radicali liberi. Queste azioni multiple rendono melatonina un agente potenzialmente utile nel trattamento di disturbi neurologici che hanno il danno ossidativo come parte della loro base eziologica.

Carotenoidi e flavonoidi
I carotenoidi sono un gruppo di antiossidanti liposolubili.
Il più importanti di questi sono l’α-carotene e il b-carotene.
Sono spazzini particolarmente efficienti capaci di intrappolare i radicali liberi con un’efficienza almeno altrettanto grande quanto quella dell’α-tocoferolo.

I Flavonoidi sono una vasta classe di molecole onnipresenti nel mondo vegetale e sono parte integrante della dieta umana. C’è un grande interesse sui flavonoidi a causa delle loro proprietà antiossidanti e chelanti e del loro possibile ruolo nella prevenzione delle malattie croniche. I flavonoidi sono presenti in alimenti principalmente come glicosidi e polimeri e questi comprendono una frazione sostanziale di flavonoidi della nostra dieta.
I flavonoidi possono eliminare i radicali perossidici, e sono efficaci inibitori della perossidazione lipidica, e possono chelare i metalli.

 

Trattato  di varie fonti su “http://nutritionj.biomedcentral.com/”

Aumentate il consumo di verdura…ma quale?

dietadiverduremonodieta

 

Spesso il vostro medico o il vostro esperto di nutrizione, consiglia il consumo di 4-5 porzioni di frutta e verdura, tuttavia dimentica di soffermarsi sulla scelta più opportuna di questi alimenti in riferimento  alle vostre esigenze.

Ad esempio il vostro medico non da indicazione sulla scelta di verdura non amidacea  da preferire a quella ad alto contenuto di amido, oppure non si sofferma sul preferire frutta più  colorata e poco zuccherina.

Tali aspetti sopratutto per chi ha problematiche metaboliche è di rilevante importanza.

Vediamo allora in linea generale quale verdura  è preferibile consumare in qualunque situazione ci si trovi.

Le verdure come abbiamo accennato, si distinguono in amidacee e non amidacee, naturalmente da preferire quest’ultime e fra queste sopratutto quelle fibrose perché più ricche di fibra insolubile.

La fibra insolubile contenuta sopratutto in alcuni ortaggi, aumenta la velocità di transito, riducendo la concentrazione di sostanze potenzialmente citotossiche e citolesive e i tempi di contatto con la mucosa intestinale, infine contribuiscono a regolare le funzioni intestinali.
Scegliete verdure non amidacee come Lattuga, Asparagi, Spinaci, Cavoli, Broccoli, Crescione, Verze, Rucola.

Moderate invece l’assunzione di verdure ricche di amido e sopratutto cotte come Melanzane, Zucchine, Carote, Piselli, Zucca, Barbabietole, Ravanelli, Rape, Mais e di vari tuberi come le Patate.

Se consumate Verdure ricche di amido cotte, fatelo dopo averle raffreddate, questo determina un processo di inversione della disgregazione dell’amido che abbassa notevolmente l’indice glicemico, inoltre il condimento con olio extravergine di oliva può abbassare la velocità di assorbimento intestinale.

Allora scegliere ad esempio verdure come spinaci, rucola, rabarbaro, coriandolo, barbabietola ricchi di Nitrati che hanno dimostrato di avere un effetto protettivo nei confronti del sistema cardio-circolatorio, perché nel corpo vengono convertiti prima in nitriti e quindi in monossido di azoto. Quest’ultimo è l’elemento che esercita degli effetti salutari come:

  • un abbassamento della pressione arteriosa
  • una miglioramento della funzionalità dell’endotelio
  • riduzione della aggregazione delle piastrine.

Uno studio recente ha inoltre dimostrato come il consumo di verdure ricche di nitrati come gli spinaci, ha portato ad un miglioramento della composizione corporea sopratutto a carico della massa muscolare. Dopo sole cinque settimane è stato osservato un cambiamento della composizione delle fibre muscolari che è collegato a un miglioramento delle performances sportive.

Sulla vostra tavola ogni giorno non dovrebbe mancare mai una famiglia di verdure fibrose con un’infinità di effetti benefici sulla salute; parlo delle brassicaceae dette anche crucifere.

Broccoli, Cavoli, Cavolfiore, Verze, ma anche Rucola, Crescione, sono una specifica famiglia di piante che si contraddistinguono dai fiori a quattro petali disposti a croce da cui deriva il loro nome. Questa famiglia di verdure, ed in particolare broccoli e cavoli sono ricchi di indolo 3 carbinolo, un micronutriente che contribuisce ad aumentare la produzione di metaboliti estrogenici anti-tumorali e di sulforafano che agisce  nella prevenzione dei tumori all’apparato digerente. In questi ortaggi riconosciamo anche sali minerali, fibre e una notevole quantità di vitamina C che serve a potenziare il sistema immunitario. Solo un accenno per chi ha problemi di ipotiroidismo anche subclinico, sappiamo l’effetto degli isotiocianati  nell’azione inibitoria nell’assunzione di iodio importante per la tiroidea, quindi tali soggetti consumino con moderazione tali verdure, ma non escludetele, inoltre la cottura dovrebbe inattivare tali composti. Tuttavia per carenza di iodio basta consumare opportune dosi di sale iodato.

Ma attenzione alla cottura; La lessatura ha effetti negativi sulle proprietà delle crocifere perdendo fino al 80% delle proprietà benefiche dopo solo mezzora di bollitura, quindi scegliete la cottura a vapore se volete beneficiare in pieno degli effetti benefici.

 

 

 

 

Tumori: il 40% è dovuto a cattivo stile di vita

cellule-tumorali

Tra il 20% ed il 40% dei casi totali di cancro e la metà delle morti si potrebbero prevenire adottando stili di vita più sani. A dare nuovo fondamento a questa teoria è un nuovo, vasto studio della prestigiosa Harvard Medical School che ha esaminato i dati sulla salute di 140.000 persone. Tutti i volontari erano professionisti della sanità – infermieri e medici – quindi cittadini teoricamente con abitudini di vita più “regolari” della media.

Lo studio
Secondo i ricercatori, guidati da Edward Giovannucci Mingyang Song, sono quattro i fattori chiave che influenzano fortemente la prevenzione delle neoplasie:
non fumare, mantenere un peso sano, evitare di bere alcol pesantemente e  fare esercizi fisici. I ricercatori hanno diviso i volontari semplicemente in due gruppi: uno che seguiva lo stile di vita sano corrispondente ai quattro fattori più importanti, l’altro no. Gli esperti sottolineano come le neoplasie i cui rischi aumentano maggiormente sulla base di obesità, fumo, bere e mancanza di movimento, risultano quelle legate a colon, seno, polmoni esofago, pancreas.

“Il cancro si può prevenire – hanno scritto in un’analisi di commento alla ricerca Graham Colditze Siobhan Sutcliffe, esperti della Washington University School di Medicina a St. Louis – addirittura nell’80-90% dei casi per quello dei polmoni evitando di fumare. E nel 60% dei casi per altri tumori comuni come quello del colon o della vescica”. Lo studio di Harvard non ha nemmeno incluso tra i fattori di prevenzione l’attenersi ad una dieta con molta frutta e verdura, ma i due autori hanno sottolineato che questo è generalmente presente nelle abitudini dei più salutisti.

Fonte: http://www.popsci.it/tumori-il-40-e-dovuto-a-cattivo-stile-di-vita.html

Abituatevi a consumare frutta secca a guscio

noci

I ricercatori del Brigham and Women Hospital hanno scoperto che mangiare più frutta a guscio abbassa il valore di tutti i biomarker infiammatori.
Il team ha effettuato un’analisi trasversale dei dati del Nurses ‘Health Study di oltre 120.000 infermiere registrate e di uno studio della Health Professionals Follow-up in cui sono coinvolti oltre 50.000 operatori sanitari di sesso maschile.
Un particolare studio di oltre 5.000 persone ha utilizzato questionari nutrizionali e ha valutato i biomarcatori nei campioni di sangue dei partecipanti.
Biomarcatori come interleuchina 6 (IL-6), fattore di necrosi tumorale 2 (TNFR2),la proteina C-reattiva (CRP).

Sono stati effettuati adeguamenti per la storia medica, età, stile di vita e altre variabili.
In conclusione e’ stato trovato che i partecipanti che mangiavano cinque o più porzioni di frutta secca ogni settimana avevano un più basso livello di IL-6 e CRP, rispetto a quelle persone che non avevano mai o quasi mai mangiato noci.
Quelli che avevano mangiato tre porzioni alla settimana di noci al posto delle carni lavorate, carni rosse, cereali raffinati, o uova avevano un livello significativamente più basso di CRP e IL-6.
Noci e arachidi contengono componenti sani che includono fibre, magnesio, antiossidanti, L-arginina, e acidi grassi insaturi.

Altri studi hanno individuato nelle noci un ruolo di protezione contro disturbi come il diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.
L’infiammazione è la principale chiave nello sviluppo di tali malattie, e le noci esercitano effetti benefici riducendo l’infiammazione sistemica.
Quindi abituatevi a consumare (naturalmente con la dovuta moderazione poichè si tratta di alimenti ad alto apporto calorico) Frutta secca a guscio!

L’olio extravergine di oliva contro l’insulino resistenza

evo

L’olio extravergine di oliva non raffinato e meccanicamente estratto dalle olive,è ricco di grassi monoinsaturi.
Francesco Violi, dall’università la Sapienza (Italia) e colleghi hanno arruolato 25 uomini e donne sani, ai quali è stato fatto seguire una tipica dieta mediterranea, quindi i pasti, abbondanti in frutta, verdura e cereali, con il pesce come unica fonte di proteine. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi; ad un gruppo è stato fatto consumare anche 10 grammi (circa 2 cucchiaini) di olio extravergine di oliva;ad un secondo gruppo 10 grammi di olio di mais. Gli esami del sangue effettuati prima e due ore dopo i pasti hanno rivelato che lo zucchero nel sangue è aumentato dopo aver consumato i pasti (una reazione normale); ma la glicemia post-prandiale è aumentata molto meno tra coloro che hanno consumato l’olio di oliva (rispetto a chi aveva consumato olio di mais). Inoltre, il team ha osservato che dopo i pasti con olio di mais, i partecipanti avevano livelli significativamente più elevati di colesterolo LDL (rispetto ai pasti con Olio extravergine di oliva). Gli autori dello studio concludono che:
“L’olio extravergine di oliva migliora la glicemia post-prandiale e i livelli di colesterolo LDL, un effetto che può spiegare l’effetto antiaterosclerotico della dieta mediterranea.”

Volete bere il caffè? bene assicuratevi che non sia troppo caldo

coofe

Volete bere il caffè? bene assicuratevi che non sia troppo caldo:
Uno studio condotto da Mariana
Stern presso la University of Southern California
Keck School of Medicine ha scoperto che bere
bevande molto calde aumenta il rischio di cancro
dell’esofago. Tuttavia, bere il caffè a
temperature più basse ha avuto effetti positivi sulla salute,
diminuendo il rischio di cancro al fegato del 15 per cento.
Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti
(USDA) riconosce il caffè come un alimento sano. Il Caffè
previene le malattie del fegato, migliora le funzioni cerebrali
in adulti più anziani, aumenta le prestazioni atletiche,
riduce il rischio di diabete di tipo 2 e aumenta la
longevità. Quindi, bevete caffè ma non troppo caldo.

Controllare l’infiammazione attraverso la dieta ci salva la vita..

infiammazione

La medicina non è così complicata come siamo portati a credere.

Al contrario, l’alimentazione non è così semplice come ci viene spesso detto.

Ma entrambi sono intimamente collegati attraverso l’infiammazione.

Spesso pensiamo che  l’infiammazione sia un aspetto  nocivo, ma in realtà è la nostra difesa primaria nella nostra infinita lotta contro i microbi. Senza infiammazione le nostre ferite non potrebbero mai guarire.

L’infiammazione è in realtà un processo in due parti.

La fase iniziale è rappresentata da una risposta  aggressiva pro-infiammatoria che può trasformare i geni infiammatori altrimenti silenti nel rispondere alle lesioni o attacchi ai microbici. Questo inizia con l’attivazione di una parte primitiva del nostro sistema immunitario che serve ad  indurre i globuli bianchi  nel sangue a diventare potenti macchine di morte per fermare i danni causati dalle lesioni o dall’invasione microbica.

La seconda fase è guidata da un insieme completamente diverso di  risposte anti-infiammatorie di protezione, che hanno il compito di disattivare i meccanismi pro-infiammatori precedentemente innescati restituendo un equilibrio al nostro corpo.

 

Gli Ormoni in ultima analisi determinano l’accensione e lo spegnimento di questi geni infiammatori.

La buona notizia è questi ormoni chiave possono essere controllati con la dieta, la cattiva notizia è questi ormoni chiave possono risultare  in uno stato di squilibrio determinato  sempre dalla  dieta.

Se queste due potenti fasi dell’ infiammazione sono in equilibrio, rimaniamo in uno stato di benessere.

Questo è quanto afferma  Barry Sears e mi trova assolutamente d’accordo!

Quindi se volete dimagrire e star bene, prevenire l’invecchiamento precoce, è necessario modulare il nostro metabolismo ormonale affinché si mantenga l’omeostasi dei processi di infiammazione che oggi come ben dimostrato risultano essere la causa principale di malattie metaboliche e degenerative come quelle cardio vascolari, diabete mellito, cancro.

Parlando di vitamina D e la perdita di peso..

logo6vitamina d
La vitamina D viene sintetizzata nel corpo in una reazione che coinvolge la luce solare.
La vitamina D può anche essere assunta nella dieta mangiando pesce grasso, funghi
o tramite integrazione.
Diversi studi recenti hanno collegato bassi livelli di vitamina D con cattive condizioni di salute delle ossa, debolezza muscolare, carenza di ormoni riproduttivi, bassa capacità aerobica e aumento dell’indice di massa corporea.
Uno studio coreano ha dimostrato che la vitamina D ha innescato la perdita di grasso
in cellule adipose esposte alla vitamina D. La vitamina D ha influenzato anche i geni coinvolti nella formazione di grasso nelle cellule. Una recente ricerca ha dimostrato che un dosaggio di 4.000 IU di vitamina D-3 è più efficace  per la perdita di peso e di grasso.
Indicazioni sull’assunzione di un integratore di vitamina D  possono ridurre il rischio di osteoporosi, e prevenire l’infiammazione e promuovere la normale funzione muscolare.

Quando la perdita di peso si arresta….

leptina

Molte persone possono perdere peso per pochi mesi, ma molti lottano per mantenere quella perdita di peso per periodi di tempo più lunghi.
Una spiegazione nell’incapacità a lungo termine di perdere peso è che la dieta attiva dei meccanismi omeostatici che riducono la spesa energetica all’interno del corpo, in definitiva promuove un bilancio energetico positivo  che si traduce in un ritorno ai livelli di peso precedenti.
Certamente, il dispendio energetico ridotto dalla bassa assunzione calorica
rende anche difficile per chiunque cerchi di guadagnare esclusivamente massa muscolare magra, poichè il dispendio energetico impoverito inibisce anche la perdita di grasso.
I tentativi per far aumentare la perdita di peso, e poi la gestione, aumentando la spesa l’energietica hanno recentemente abbracciato l’uso di diversi composti naturali,
compresi la capsaicina, che è l’elemento del peperoncino che fornisce il sapore caldo e speziato.
La capsaicina ha dimostrato di aumentare potentemente la spesa energetica stimolando un processo noto come thermogenesi.
Sebbene il meccanismo di azione non sia completamente chiaro, alcuni dettagli includono l’attivazione da parte della capsaicina del recettore TRPV che si trova all’interno della cavità orale e nel tratto gastrointestinale e che innesca il rilascio di noradrenalina.
Il rilascio di noradrenalina di conseguenza aumenta il dispendio energetico e l’ossidazione degli acidi all’interno del tessuto adiposo bruno(BAT).
Come risultato, a differenza dell’energia proveniente dall’ossidazione del comune grasso bianco e utilizzata per sintetizzare ATP, la quale per aumentare il dispendio energetico
richiede processi attivi come la contrazione muscolare quella proveniente dal grasso bruno viene direttamente convertita in calore, aumentando cosi il dispendio energetico.
La capacità della capsaicina nel limitare la diminuzione del dispendio energetico causato dalla dieta dovrebbe migliorare la capacità di ridurre, e mantenere la perdita di grasso corporeo indesiderato per lunghi periodi di tempo.
Inoltre, il dispendio energetico indotto dalla termogenesi non è inibito dalla restrizione calorica come molti altri processi che consumano energia e che sono regolati dai meccanismi omeostatici sopra citati.

Per vedere se la capsaicina potrebbe, infatti,diminuire il dispendio energetico ridotto
a causata dells dieta, un recente studio
di Jannsens et al. ha esaminato l’influenza che la capsaicina ha avuto sui livelli della spesa energetica in soggetti di prova che hanno consumato il 75 per cento del loro apporto calorico normale, con o senza capsaicina.
I risultati dello studio hanno mostrato che il gruppo che prendeva capsaicina ha dimostrato un evidente bilancio energetico negativo del 20,5 per cento,
nel senso che ha avuto una riduzione della spesa energetica del 4,5 per cento, mentre il gruppo che non aveva consumato la capsaicina ha mostrato un
bilancio energetico negativo del 19,2 per cento, o un dispendio energetico ridotto del 5,8 per cento.
Inoltre, il gruppo che prendeva la capsaicina ha anche mostrato un aumento significativo significativo dell’ossidazione dei grassi, mentre  non vi era alcun aumento significativo nell’ossidazione dei grassi nel gruppo di controllo.
Questo studio di Jannsens et al. anche dimostrato che gli effetti della capsaicina sulla spesa energietica e sull’ossidazione degli acidi grassi richiede diversi giorni di assunzione di capsaicina, ad un dosaggio di 2,6 milligrammi al giorno. Questo studio chiaramente
ha dimostrato che la spesa energetica e l’ossidazione degli acedi grassi non è aumentata nel primo giorno, ma è aumentata dopo un paio di giorni dall’inizio della somministrazione della capsaicina e che il consumo di una quantità di di capsaicina inferiore a 2,6 milligrammi al giorno non ha avuto alcuna influenza sul consumo di energia o sul consumo dei grassi.

Rampamicina… promotore dell’a longevità?

rapamicina

La rapamicina è un sottoprodotto batterico che è stato scoperto nel 1964 nel terreno dell’Isola di Pasqua, da un gruppo di scienziati canadesi che era andato lì per studiare
la salute della popolazione locale. Dal momento della sua scoperta, la rapamicina è stata utilizzata per sopprimere il sistema immunitario dei pazienti sottoposti a trapianto,
per impedire il rigetto dei loro nuovi organi. E ‘stato utilizzato anche per la sua capacità di fermare i processi di divisione cellulare, formando la base per potenziali
farmaci anti-cancro. Più recentemente, si è scoperto estendere la durata della vita dei topi. Si spera che la rapamicina un giorno possa aiutare gli esseri umani a vivere più a lungo.

Ricercatori della University of Washington hanno testato la rampamicina sui cani.
Sono stati scioccati dai risultati iniziali, che hanno mostrato alcuni cani nel visualizzare evidenti miglioramenti della funzionalità cardiaca già dopo poche settimane di trattamento.
I cani normalmente invecchiano molto rapidamente a differenza degli esseri umani, la maggior parte vive tra 10 e 13 anni.
Ciò consente agli scienziati di studiare il loro processo di invecchiamento in un breve periodo di tempo. 40 proprietari di cani sono stati reclutati dal team, e istruiti a dare ai loro
animali domestici tre compresse di rapamicina alla settimana.
Ecocardiogrammi sono stati prelevati nel corso di 10 settimane, per determinare le variazioni della funzione cardiaca degli animali.
I ricercatori hanno scoperto che i cani che assumevano la rapamicina hanno dimostrato un miglioramento della funzionalità cardiaca.
Inoltre, nei cani che erano venuti in condizioni peggiori, inizialmente si è visto il più grande miglioramento.

Matt Kaeberlein, il biologo che porta ha guidato il team dello studio, ha detto che i risultati sono ‘sorprendenti’ e che è stato ‘scosso’ quando ha visto i dati.
I ricercatori sperano che ulteriori test che verranno condotti con il farmaco, possa confermre taloi dati e possa essere approvato sugli esseri umani entro il prossimo decennio.